La nostra piccola “grande” Aurora, di cui sino al giorno della nascita non sapevamo neanche il sesso, è nata di 26 settimane + 4 giorni con un peso di 724 grammi, a causa di una pre-eclampsia acuta (ovvero la pressione altissima della mamma).

Dalla nascita frettolosa, ci siamo subito trovati dentro alla Terapia Intensiva Neonatale, dove invece procede sempre tutto lentamente. Del periodo in T.I.N. non ci potremo mai dimenticare i primi giorni che abbiamo trascorso cercando di capire cosa era successo poi pian piano iniziò a salire la paura. Quei “bip” quotidiani più forti dentro e così deboli da fuori i vetri del reparto, che provenivano dall’incubatrice di Aurora, ci tormentavano. Lei stava lottando per affrontare i gravi problemi respiratori, le infezioni, il reflusso, le apnee e soprattutto per aumentare il suo peso.

Si trattava infatti di una corsa per prendere i grammi (sì proprio i grammi!) importanti per farla crescere, anche se a volte invece di essere presi erano persi. Noi intanto aspettavamo seduti su quelle panche cercando di parlare con gli altri genitori, ricevendo i nostri parenti ed amici ai quali non riuscivamo neanche a spiegare le sensazioni e le paure, tanto che, per non doverci giustificare a volte dicevamo che andava tutto ok anche se era il contrario. Finalmente dopo quasi cinque mesi Aurora è arrivata a casa (finalmente!) ecco che sono cominciate altre paure, i numerosi farmaci da prendere, le precauzioni “stile Terapia Intensiva” per paura di ipotetiche infezioni, e come se non bastasse ecco che è subentrata in noi la paura di non essere capaci di fare i genitori. Invece Aurora ci stupiva sempre rendendo i nostri compiti sempre più facili.

Un giorno cominciammo a notare che gli occhi di Aurora non ci seguivano, non ci fissavano e il suo capo era rivolto verso il basso. Consultammo gli oculisti, che l’avevano seguita sin dalla nascita, i quali ci comunicarono che la prematurità aveva portato ad Aurora gravi lesioni alle retine che le precludono l’uso della vista. La nostra vita si sconvolse nuovamente, ma con il passare del tempo noi ci meravigliavamo di come Aurora facesse notevoli progressi a seguito delle varie riabilitazioni ancora in corso. Il suo spirito di bambina felice e sorridente era capace di farci uscire un sorriso anche nei momenti più bui, ci permetteva di imparare ad apprezzare la vita senza dover sempre pensare al domani.

Quando è arrivato il momento della scuola avevamo paura di lasciarla, di non trovare tutte le figure di supporto che il suo caso necessita e del suo inserimento con gli altri bambini. Da allora sono passati anni durante i quali si è mostrata felice di andare a scuola, di partecipare alle feste, alle recite e soprattutto di avere nuovi amici che l’accolgono sempre festosi. Oggi la nostra piccola “grande” Aurora è una splendida bambina che riesce con i suoi sorrisi a regalare una gioia costante, che ci da la forza per guardare al futuro con più speranze che paure e anche nei momenti bui ci sprona quasi volesse dirci: mamma, papà non vi preoccupate ci sono qua io!!!!!!!