Sono la mamma di Alessandro ed Eleonora nati a 28 settimane di gestazione il 14 novembre 2012 .Non saprei proprio da dove cominciare visto che la nostra storia è partita male dall‘inizio con una gravidanza a rischio, con il distacco di un embrione per fortuna rientrato e con un principio di contrazioni per parto pretermine gia alla 20 settimana. Ricoverata all’ospedale Gemelli a 2 km da casa, veni ricoverata per ricevere le cure necessarie per andare avanti il piu possibile.

“Devi arrivare almeno a 32 settimane” mi dicevano i medici, ma …Eleonora spingeva e Alessandro era posizionato sotto le mie costole. Rimasi in ospedale fin quando un bel giorno decisero di dimettermi perché stavo un pò meglio, ma programmarono un ricovero per il 14 novembre mattina. Purtroppo il posto letto quel di non c’era. Ebbero delle urgenze e al telefono mi dissero di recarmi in reparto il giorno dopo. Eleonora non aspettò e alle ore 20 di quello stesso giorno ruppe le membrane con una violenza tale che a ricordarlo sento ancora i brividi alla schiena.

Il parto si era aperto, per fortuna santa vicinanza all’ospedale , mio marito mi catapultò in auto e al Pronto Soccorso del Gemelli capirono subito la gravità della cosa. Avete in mente E.R. medici in prima linea? beh mi sono sentita un po’ la protagonista di quella fiction quella sera. Tutti correvano, sentivano la testa della piccola ma fecero di tutto per salvare anche Alessandro, fermo li nella sua posizione. In sala parto, interruppero un parto cesareo di una donna già sul tavolo operatorio e io mi ritrovai a vivere una vita che non volevo fosse la mia. Ero terrorizzata. Il tempo era tiranno. Alle 21,04 ecco Eleonora, due occhi grandi rassicuranti dietro a una mascherina e a un copricapo verde mi dissero: “tutto bene signora! “

Ho scoperto dopo appartenere alla drssa Francesca Gallini. Per Alessandro fu tutto più faticoso; sentivo parlare, tentennare. Capii subito che qualcosa non stava andando bene. Ma lo tirarono e io …neanche lo vidi. Fu subito ventilato meccanicamente. A me dissero solamente “sono vivi” e tanti medici corsero via con due cullette .Avevo tanto freddo. Mio marito subì la parte forse peggiore di quella notte: vedere due topolini e pensare essere i propri figli, nati di 1300 kg Eleonora e di 850 gr Alessandro e vivere pure il dramma di non avere un posto in TIN per entrambi. Cosa si fa in questi casi? Si chiede a tutti gli ospedali della città, della Regione e d’Italia. Alessandro era il più grave, non poteva essere trasportato perché rischiava di morire. Eleonora era piu grossa, trasportano lei all’Ospedale Bambino Gesù, era circa mezzanotte. La conoscerò 5 giorni dopo la nascita . Alessandro trascorse invece la notte, intubato, appoggiato in corridoio al Centro Immaturi .Il giorno dopo fu posizionato in TIN culletta numero 4, dove rimase per tre mesi.

“Devono trascorrere le famose 48 ore”..…. ci diranno. Purtroppo le cose non si rivelarono da subito delle migliori. Eleonora presso l’Ospedale Bambino Gesù e Alessandro al Gemelli soffrirono nello stesso istante ( e non chiedetemi come mai..) di una emorragia intraventricolare di III tipo. Panico! I bimbi sono vivi ma gli esiti sono gravi: idrocefalo post emorragico per entrambi. Furono operati una prima volta il 3 dicembre per posizionare una protesi subgaleale che per Eleonora si rivelò un successo, per Alessandro invece un vero fallimento anche la seconda volta. Il 13 gennaio 2013 Alessandro fu operato per portare una protesi ventricolo peritoneale che tuttora ha.

Eleonora fu dimessa circa un mese prima di Alessandro, avevo lei a casa ma non potevo gioire a pieno perché Alessandro era ancora li….. Infezioni, antibiotici, profilassi, congiuntivite, ROP, crisi respiratorie…alla fine ce la fa. Lo portammo a casa il 7 febbraio, incredibile a dirsi, data presunta del parto e Alessandro nacque per la seconda volta. Da quel momento in poi non fummo mai lasciati soli io e mio marito, non solo grazie all’amore incessante di due famiglie stupende alle spalle ma di amici, conoscenti e non in ultimo di Genitin che ci supportò con le sue psicologhe e i suoi infermieri. I bimbi furono sottoposti a controlli frequentissimi e prima di darci speranze per un buon esito per Eleonora passarono mesi. Per Alessandro invece l’emorragia fu più forte, intervenimmo subito con una fisioterapia bisettimanale per due anni per la parte motoria e dai due anni e mezzo di età ad oggi il bimbo segue terapie di psicomotricità e logopedia per ridurre il suo ritardo psicomotorio.

Sono stata un po’ lunga ma è stato un viaggio lungo tre anni ….difficile, ma colmo di Amore perché l’Amore muove le montagne e i miei bambini ne sono testimonianza. Un grazie speciale a due donne, due neonatologhe per vocazione: drsa Patrizia Papacci e drssa Francesca Gallini.