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Ecco il nuovo Termoregolatore acquistato da Genitin per la Tin del Gemelli grazie alle importanti donazioni degli “Amici della dottoressa Maria Giulia Torrioli” e della famiglia Santoro. Questo macchinario è fondamentale per aiutare i nostri piccoli guerrieri prematuri a mantenere il corpicino alla temperatura ottimale per sopravvivere e crescere ❤️ La Tin del policlinico Gemelli è ormai divenuto il centro di eccellenza e punto di riferimento di tutto il centro Italia.

La termoregolazione è definita come l’insieme dei processi fisiologici che mantengono la temperatura corporea in un range preciso tramite bilanciamento di produzione/perdita di calore. Il mantenimento interno della temperatura corporea dipende dalla capacità dell’organismo di produrre e disperdere calore in eccesso attraverso la pelle (80%), e le mucose. Per il neonato una buona termoregolazione è fondamentale per sopravvivere e crescere. I neonati raggiungono la capacità di termoregolazione attorno alla 32-33 settimana di età post-concezionale; infatti mentre durante la vita intrauterina il feto utilizza il glucosio ematico placentare come fonte energetica, dopo la nascita la temperatura diminuisce bruscamente passando dalla temperatura corporea materna di 37° a quella della sala parto di circa 25°. Ma mentre il neonato a termine reagisce al freddo con vasocostrizione cutanea e riduzione della superficie corporea, questo non avviene nel pretermine. La riduzione della temperatura corporea inferiore a 35.5° determina tutta una serie di gravi problematiche, non ultime il collasso cardiovascolare e le emorragie polmonari, fino alla morte da freddo. La dispersione di calore avviene nel neonato a termine tramite vasodilatazione cutanea e sudorazione quando la temperatura supera i 36.6-37,3°. Il neonato pretermine, al di sotto della 32a settimana post-concezionale può attivare vasodilatazione senza sudorazione. La condizione di ipertermia provoca un aumento del dispendio metabolico e del consumo di ossigeno con il rischio di disidratazione, shock e apnea. La temperatura ideale del microambiente del neonato è definita in base al peso e all’età post-concezionale. I valori normali di temperatura corporea nel neonato dovrebbero essere compresi tra i 36.5°C e 37.5°C (rilevazione centrale). Quando si rilevano temperature inferiori ai valori minimi precedentemente indicati si parla di ipotermia, classificabile in ipotermia lieve (36°- 36°C), ipotermia moderata (32-36°C), ipotermia severa (<32°C).

Sono ad alto rischio di ipotermia le seguenti categorie di neonati: piccoli per età gestazionale (SGA), con infezioni, con problemi neurologici, endocrini e cardiorespiratori, neonati con anomalie congenite, neonati ipoglicemici, neonati asfittici, neonati con ipotiroidismo congenito, neonati sottoposti a rianimazione, neonati a cui sono somministrati analgesici, anestetici, miorilassanti.

Il neonato è molto vulnerabile all’ipotermia soprattutto nelle prime ore di vita; nei primi 10-20 minuti il neonato disperde grande quantità di calore dalla testa e la temperatura corporea può abbassarsi anche di 2-4°C, e calare ancora nelle ore successive se non viene garantita una corretta assistenza.

Quando invece il neonato è in un ambiente troppo caldo, la sua temperatura corporea può salire oltre i 37.5°C, diventando ipertermia. L’ipertermia aumenta il metabolismo e la perdita di liquidi per evaporazione, con la conseguente disidratazione ed tanto  dannosa quanto l’ipotermia.  La temperatura corporea centrale può arrivare a 42°C causando danni cerebrali irreversibili.

Il primo ambiente dove il neonato è a rischio di ipotermia è quello della sala parto ed è qui che devono essere attuate le prime azioni per ridurre questo rischio, soprattutto nei confronti dei neonati pretermine sotto le  30 settimane.

Il lavoro deve continuare poi nell’incubatrice, che deve diventare il luogo di crescita ottimale del prematuro.