MEDICINA: AL GEMELLI DIAGNOSI-SPRINT RETINOPATIA PREMATURI (ANSA) – ROMA, 22 NOV 2010 – E’ arrivata in Italia, e sta dando primi risultati incoraggianti, una tecnica che migliora la precocità’ diagnostica della retinopatia dei nati prematuri, circa 50.000 casi in Italia, dei quali 5.500 pesano meno di 1,5 Kg e sono i più a rischio di crescere, se sopravvissuti, con degli handicap visivi. “Per accelerare la diagnosi dei deficit visivi nei prematuri sotto le 28 settimane – ha detto all’ANSA Costantino Romagnoli, neonatologo della terapia intensiva neonatale (Tin) del Policlinico Gemelli di Roma – abbiamo associato alle consuete tecniche oftalmiche la fluorangiografia retinica, che va a fotografare le alterazioni dello sviluppo dei vasi della retina che da un certo punto crescono in modo incontrollabile”. Si tratta, ha precisato il neonatologo Romagnoli, dell’utilizzo di “un metodo di contrasto, non radioattivo, che fa vedere all’oculista la colorazione dei vasi e la loro eventuale crescita anomala, consentendo prima una diagnosi certa per i baby-pazienti sotto un kg. Come fosse un marcatore biochimico che fa vedere prima della mammografia un tumore al seno”. Questa tecnica, ha precisato, è legata ai farmaci anti-Vegf (Vascular endothelial growth factor), da tempo utilizzati nelle retinopatie dei diabetici. “Si sta cercando di verificare – ha annunciato – se iniettando queste sostanze nel vitreo, si ha maggiore efficacia nelle cure agli occhi effettuate con il laser”. Nella letteratura scientifica internazionale, ha precisato, ci sono alcuni case history. “Al Policlinico Gemelli abbiamo trattato quasi dieci casi con risultati eccellenti” ha detto Romagnoli, nel sottolineare che “tuttavia ci vuole prudenza nel lungo periodo”. Nella struttura di Tin dell’Università’ Cattolica di Roma i medici stanno trattando sui prematuri sotto le 28 settimane un occhio con il laser, e l’altro occhio con sostanze anti-Vegf, contemporaneamente. “I dati sembrano incoraggianti – ha concluso il neonatologo – e i farmaci anti-Vegf potrebbero quindi avere una efficacia maggiore rispetto alle tecniche laser”; un progresso compiuto a Roma grazie anche alle borse di studio dell’associazione Genitin, Onlus presieduta da Franco Sciarretta che assiste i genitori dei neonati prematuri.(ANSA).