L’intervento riabilitativo precoce nel bambino con grave deficit visivo. Obiettivo fondamentale è “abilitare-riabilitare” integrando tutti gli elementi della rete diagnostico- riabilitativa (ospedale, ambulatorio,scuola,etc.), in un contesto d’intervento multiprofessionale, ed evitando di assimilare alla gravità della diagnostica oculistica la prognosi nello sviluppo psico-fisico-emotivo del bambino.

La disabilità visiva può essere secondaria a difetti periferici (PVD) dovuti a lesioni oculari o del nervo ottico, o a deficit centrali (CVI) secondari a lesioni del SNC che interessano la corteccia visiva o le vie associative. Le PVD in genere non sono associate ad altri disturbi di sviluppo, mentre le CVI, generalmente con residuo visivo, frequentemente si associano ad altri problemi neurologici (paralisi cerebrali infantili e problemi cognitivi). I bambini nati pretermine a basso peso, possono presentare disturbi visuopercettivi.

Nel periodo di vita 0-3 anni, il bambino acquisisce delle importanti competenze motorie, cognitivo- simboliche, affettivo-relazionali. Il canale visivo svolge un ruolo importante affinchè alcune tappe dello sviluppo del bambino possano essere raggiunte nei tempi previsti. Il deficit visivo potrebbe influenzare negativamente il suo sviluppo psicomotorio. Recenti risultati delle neuroscienze confermano l’importanza dell’intervento riabilitativo precoce, per inserirsi in un momento evolutivo fondamentale sia per lo sviluppo post-natale del sistema visivo (periodo critico) sia per la capacità di riorganizzazione (plasticità) del sistema nervoso centrale. Tale “riorganizzazione” ha dei tempi definiti dal nostro sviluppo ontogenetico: a ciascuno stadio di sviluppo corrisponde un adattamento età specifico del sistema nervoso. E’ di fondamentale importanza basare le tecniche d’intervento nell’infanzia e nel bambino in relazione alle caratteristiche età-specifiche dello sviluppo del sistema nervoso; all’interno di questi periodi “finestra” diviene maggiormente efficace.

L’intervento riabilitativo precoce, grazie alla presenza del mediatore (specialista per la riabilitazione del bambino non vedente o ipovedente), stimola il bambino ad elaborare diverse strategie di apprendimento e comportamento. L’intervento si articola nelle seguenti fasi: valutazione, condivisione degli obiettivi riabilitativi (progetto e programma) trattamento e verifiche periodiche. Propone dei programmi differenziati:

RIABILITAZIONE VISIVA

(early low vision training) con l’obiettivo dell’uso funzionale del residuo visivo nell’ipovedente e nel bambino affetto da CVI;

SVILUPPO SENSO-PERCETTIVO

Uso del tatto, udito, gusto e olfatto;

SVILUPPO DEL PROCESSO FIGURATIVO

Costruzione di immagini mentali, uso delle prassie, uso funzionale della mano;

SVILUPPO IMMAGINATIVO-MOTORIO

Esplorazione dell’ambiente attraverso esperienze tattili-motorio-acustiche. Sono questi i punti cardine riabilitativi che seguono la presa in carico di un bambino con deficit visivo, al fine di fargli acquisire uno sviluppo psico-affettivo, una relazione oggettuale ed una rappresentazione della realtà adeguati.