COMUNICATO STAMPA

Genitin Onlus, l’ultima delle cinque Organizzazioni Non Profit sostenute da B Solidale nella Stagione Sportiva 2015 – 2016, sarà presente sui campi della Serie B ConTe.it dal 19 marzo al 23 aprile. Genitin, l’Associazione dei Genitori per la Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dal 2003 si occupa di tutelare e proteggere la vita e la salute dei neonati prematuri; vale a dire di quei bambini che nascono prima che sia compiuto integralmente il normale periodo di gestazione.

La donazione del cordone ombelicale è stata inizialmente ideata e realizzata con lo scopo di recuperare le cellule staminali per possibili trattamenti futuri. Tuttavia dei cordoni donati meno del 20% vengono utilizzati per tale scopo a causa della scarsità delle cellule staminali che vi si trovano; tutto il resto che questo contiene, in particolare i globuli rossi fetali, viene perduto. Lo scopo del gruppo di ricerca che ha ideato il progetto “Grazie Mamma!” (neonatologi, trasfusionisti ed esperti della Banca del Cordone UNICATT del Policlinico Agostino Gemelli) è dunque quello di recuperare i globuli rossi dei cordoni ombelicali e utilizzarli per le trasfusioni nei neonati gravemente pretermine.

Perché? Il neonato, dopo la nascita, è sottoposto ad uno stress ossidativo importante perché nell’utero vive e sopravvive con poco ossigeno, mentre dopo la nascita respirando aria ambiente ne riceve in quantità molto superiori. Questo provoca una liberazione di radicali dell’ossigeno che l’organismo cerca di compensare con meccanismi fisiologici. Nei neonati pretermine questi meccanismi sono immaturi e questo espone tali soggetti a un maggiore stress ossidativo.

Che fanno i radicali dell’ossigeno? Questi provocano danni a livello delle funzioni cellulari, soprattutto le più nobili creando i presupposti di malattie da iperossia quali la Retinopatia del pretermine (R.O.P.), la Displasia broncopolmonare, l’enterocolite necrotizzante ed altre affezioni importanti. Perché il sangue del cordone può essere utile a questo scopo? Il sangue fetale contiene globuli rossi che hanno prevalentemente emoglobina fetale, una emoglobina che cede ossigeno ai tessuti con maggiore difficoltà (ha un’affinità per l’ossigeno più elevata). In questo modo se la trasfusione viene fatta con globuli rossi cordonali si riduce in modo significativo lo stress ossidativo. Se le trasfusioni sono numerose il vantaggio diventa ancora più rilevante.

Pensare che questi globuli rossi del cordone vengono comunque buttati ha allertato i neonatologi e i trasfusionisti al fine di un loro recupero funzionale: E’ partito così un progetto che ha visto coinvolti neonatologi e trasfusionisti (banca del sangue) oltre a esperti in campo di conservazione del cordone ombelicale (banca del cordone). Dai primi risultati si è potuto constatare che ogni cordone può fornire dai 20 ai 60 cc di globuli rossi fetali che se trattati e conservati in modo adeguato possono essere trasfusi ai neonati pretermine. Le quantità sembrano piccole ma va ricordato che per trasfondere un neonato di 1000 grammi bastano 20 cc di globuli rossi concentrati.

Ma come si conservano i globuli rossi del cordone? Una volta prelevati dal cordone, adeguatamente trattati secondo le vigenti leggi, e congelati i globuli rossi così raccolti possono essere conservati al massimo per 14 giorni dopo di che, se non utilizzati, vanno perduti. Questo pone il problema di avere un numero elevato di cordoni a disposizione in modo da poter garantire a tutti i prematuri che ne hanno bisogno la quantità adeguata di globuli rossi concentrati.

Attualmente la raccolta avviata al Policlinico Gemelli non garantisce un’adeguata quantità di globuli rossi per i prematuri ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale; quindi Genitin Onlus si è attivata per far conoscere il problema e sensibilizzare maggiormente le mamme a donare il sangue del cordone ombelicale.

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